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San Gavino, 60° del Cenacolo

Dom, 01/01/2017 - 07:00
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OMELIA PER IL 60° DEL CENACOLO (Suore del Cenacolo) A SAN GAVINO 01 GENNAIO 2017

Cari fratelli e sorelle, la celebrazione Eucaristica che ci vede radunati questa sera, in facendo memoria dei 60 anni di fondazione  del Cenacolo, è un inno di ringraziamento alla Trinità per il dono di una vita spesa al servizio, per la risposta generosa data a Dio che chiama, per l’impegno giornaliero silenzioso ma fruttuoso, a favore di tanti bambini, di tanti uomini e donne che hanno bisogno di conoscere l’amore di Dio attraverso le mani e il sorriso delle donne e degli uomini che a Dio si sono donati.
Come cristiani noi guardiano al tempo non come un semplice Kronos, lo scorrere di minuti, ore e anni, ma piuttosto come un Kairòs, cioè un tempo di grazie, un dono di Dio, una opportunità che ci viene data di portare frutto stando ben inseriti come tralci a quella vite che è Cristo.
Celebrando il 60 anniversario della fondazione del Cenacolo, noi guardiamo a questo avvenimento con gli occhi dei cristiani: facendo memoria, rendendo grazie, aprendoci speranzosi al futuro.
Prima di tutto facendo memoria grata del passato: Dio scrive la Sua storia attraverso uomini e donne che gli aprono il cuore e si rendono disponibili al suo progetto di amore. Attraverso la Madre Lina e Mons. Tedde il Signore ha scritto questa pagina di amore, di carità, di servizio. È sempre lui che ha suscitato intuizioni e ha dato la forza e la Grazia per perseverare, anche attraverso le difficoltà e i momenti difficili che vi possono essere stati e che fanno parte di quel lavoro di purificazione che il Signore permette per i suoi progetti.
Accanto alla gratitudine per la memoria, siamo qui a ringraziare per il presente.  Il Cenacolo, seguendo la pagina evangelica del granello di senape, si è sviluppato da piccolo seme in alberello per raggiungere poi le dimensioni di un albero che da riparo a molti. Ho ancora dinanzi a me le immagini grate e festose dell’incontro qui al Cenacolo con i bambini e le loro famiglie lo scorso 22 dicembre, in occasione degli auguri natalizi. Vedere la serenità e gioia dei bambini, la loro preparazione, ma soprattutto vedere i loro genitori e i parenti accorrere numerosi e partecipare attivamente ha dato l’immagine del frutto di tanta dedizione educativa.
 In fatti il Cenacolo non solo si occupa della formazione ed educazione dei bambini, ma anche delle famiglie, dei genitori. Oggi è più che mai un compito necessario nella società e nella Chiesa. La famiglia, lo sappiamo bene, spesso è maltrattata, messa ai margini, non sostenuta adeguatamente da politiche sociali che ne riconoscono l’insostituibile e fondamentale compito di formazione all’umanità dei suoi membri.
Proprio attraverso gli anni il Cenacolo, le suore tutte impegnate direttamente e quelle che non lo sono direttamente, hanno trovato la loro strada e il loro stile di vivere la carità, annunziare il vangelo, sostenere la Chiesa nel suo annuncio e nella sua missione, proprio attraverso il contatto semplice, gioioso, ma anche preparato e solido con la famiglia.
Oggi tante famiglie sono spesso fragili, con rischio di disintegrazione e frammentazione con le conseguenze che si possono immagine sui figli e di riflesso sulla società civile che vede i suoi membri disadattati, insicuri, con diverse problematiche di inserimento. La vocazione del Cenacolo, e spero anche delle altre religiose presenti in Diocesi, è quella di farsi prossimo, di offrire accoglienza ai genitori, di offrire una parola di aiuto, di fare chiarezza indicando il cammino.
Oltre alla memoria per il cammino fatto e il ringraziamento per il bene del momento presente, dobbiamo guardare al futuro. Naturalmente ricordando le radici e ciò he il passato ha insegnato, ma al tempo stesso leggendo con attenzione i segni dei tempi.
Il Cenacolo, le suore che vivono in questa vocazione, sono state invitate dal Papa Francesco a leggere bene i segni dei tempi e trovare nuove risposte alle situazioni attuali. Come tutte le famiglie Religiose, anche le Suore del Cuore Addolorato sono invitate a confrontarsi con la società e la Chiesa attuale, non quella del passato. Abbiamo già detto che una delle sfide della Chiesa è proprio la famiglia e in questo siete impegnate.
Bisogna adesso domandarsi cosa la Chiesa diocesana chiede? Quali son le priorità, le sfide. Tutto ciò nel rispetto del proprio carisma di fondazione e della propria tradizione. Si tratta di rinnovarsi e al tempo stesso rimanere fedeli alla propria storia.
In una parola bisogna addentrarsi nel discernimento di ciò che lo Spirito del Signore vuole da noi come Chiesa e da voi come comunità religiosa. Per fare questo bisogna avere una solida vita di preghiera, dove si chiede allo Spirito del Signore ci aiutarci, di guidarci, di illuminarci.
Concludo allora elevando al Signore il ringraziamento per questi 60 anni di bene, per questo presente ricco di frutti e perché guidi il futuro secondo la sua Santa Volontà. Amen

+Roberto Carboni, vescovo