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Ales, Giornata della Vita Consacrata

Gio, 02/02/2017 - 14:54
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Carissimi fratelli e sorelle, la festa della Presentazione del Signore è legata ormai da venti anni alla celebrazione della giornata della Vita Consacrata. L’ha istituita san Giovanni Paolo II nel 1997. Il Papa scriveva in quella occasione: “La missione della vita consacrata nel presente e nel futuro della Chiesa, non riguarda solo coloro che hanno ricevuto questo speciale carisma, ma tutta la comunità cristiana. 

Vorrei ribadire questo insegnamento che tutti conosciamo e che la Chiesa ha ripetuto spesso nei suoi pronunciamenti autorevoli ma che talvolta non è così chiaro anche nei nostri presbiteri e nei laici:  la Vita Consacrata non è un elemento esterno o decorativo della sua storia, ma la vita Consacrata fa parte della Chiesa, è nella Chiesa, esiste per la Chiesa e offre alla Chiesa uno stimolo, una testimonianza di una sempre maggiore fedeltà al Suo Signore, spingendo tutta la comunità cristiana verso frontiere inesplorate. Santa Teresa d’Ávila si è spinta addirittura a scrivere: “Cosa sarebbe la vita della Chiesa senza i Religiosi e le religiose”.
Siamo qui oggi per innalzare a Dio il ringraziamento per i tanti Consacrati e Consacrate, e specialmente coloro che vivono e operano nella nostra chiesa diocesana. Ma siamo qui anche per pregare con loro e per loro.  Perché la loro testimonianza non venga meno, sia sempre viva, attuale, creativa, fonte di bene per tutti.
 Celebriamo la Giornata della Vita consacrata nella festa in cui si fa memoria della presentazione che Maria e Giuseppe fecero di Gesù al tempio "per offrirlo al Signore" (Lc 2, 22). In questa scena evangelica si rivela il mistero di Gesù, il consacrato del Padre, venuto nel mondo per compierne fedelmente la volontà (cfr Eb 10, 5-7). Simeone lo addita come "luce per illuminare le genti" (Lc 2, 32) e preannunzia con parola profetica l'offerta suprema di Gesù al Padre e la sua vittoria finale (cfr Lc 2, 32-35). La Presentazione di Gesù al Tempio “costituisce così un'eloquente icona della totale donazione della propria vita per quanti sono stati chiamati a riprodurre nella Chiesa e nel mondo, mediante i consigli evangelici, "i tratti caratteristici di Gesù vergine, povero ed obbediente" (Vita Consecrata, n.1).”
Alla presentazione di Cristo si associa Maria. La Vergine Madre, che porta al Tempio il Figlio perché sia offerto al Padre, esprime bene la figura della Chiesa che continua ad offrire i suoi figli e le sue figlie al Padre celeste, associandoli all'unica oblazione di Cristo, causa e modello di ogni consacrazione nella Chiesa
La Chiesa universale è chiamata oggi a ringraziare, elevare la preghiera al Padre, circondare le Consacrate e i Consacrati che vivono e servono la nostra Chiesa, di riconoscenza, affetto e amicizia, ringraziandoli per il dono di sé stessi a Dio, per quello che testimoniano e operano nel contesto della comunità cristiana.
La V.C. illumina con i suoi carismi particolari di ciascuna Congregazione e Istituto la nostra Chiesa diocesana. Ogni Istituto nella sua specifica vocazione sottolinea un aspetto della vita del Signore Gesù e lo rendono visibile nel tempo.
Ecco dunque il primo compito ella V.C. nella nostra chiesa diocesana: essere memoria viva, attuale del Signore Gesù e del suo Vangelo. In effetti che cosa hanno voluto fare i nostri fondatori e le fondatrici dei nostri Istituti e Congregazioni se non lasciarsi affascinare da una parola del Maestro e tradurla in cammino di vita: Gesù contemplativo e uomo di preghiera, Gesù attento alle infermità dell’uomo, Gesù educatore dei suoi discepoli, Gesù annunciatore e predicatore della buona novella, Gesù attento ai piccoli: tutti questi aspetti sono stati tradotti con creatività dai fondatori di cammini di V.C., pe ricordarci da una parte l’inesauribile novità e bellezza del Maestro, e dall’altro la necessità per il popolo di Dio di avere più testimonianza con la vita che  teoria o informazione sul Vangelo.
Grazie sorelle e fratelli essere memoria viva del Vangelo! Per camminare senza stancarvi, per dedicarvi agli ultimi. Grazie per il vostro impegno come “educatrici ed educatori” che si spendono per aiutare la crescita in umanità di tanti nostri fratelli e sorelle. Vi esorto a continuare quello stile di accoglienza, di ascolto, soprattutto delle famiglie, di formazione con cui entrate in contatto.
 Purtroppo nella nostra diocesi accanto a una discreta presenza di Consacrate (circa 10 congregazioni di vita religiosa femminile) non abbiamo altrettanta presenza di vita religiosa maschile. I Due istituti presenti sono: Apostolic Life Community of Priests OSS di Tanzania The Missionary Society of St. Paul of Nigeria, inseriti nella vita pastorale e ministeriale della Diocesi, che danno il loro prezioso contributo animando diverse parrocchie e mantenendo il loro stile comunitario di vita.
Questa scarsità di presenza ci ricorda che la V.C. sta vivono ormai da anni un momento difficile, dovuto alla diminuzione delle vocazioni. Siamo in una fase di gestazione del nuovo che ancora non appare chiaro e al tempo stesso di una lenta morte di ciò che era vivo e attivo nel passato. Ormai molte comunità religiose non riescono a mantenere le presenze e le attività di prima. Devono chiudere case e posizioni, addirittura pur di sopravvivere cercale la fusione con Istituti affini per spiritualità.
 Il Papa, sin dall’inizio del suo Pontificato, parlando ai superiori generali, ha fatto notare come la vita stessa ci chiede di ripensare la presenza dei religiosi, il loro stile e attività. È necessario interrogarsi e fare discernimento su come “essere presenti oggi e qui” senza vivere negli allori e successi del passato. Si impone quindi anche una riflessione sulla promozione vocazionale, sul futuro, sulla proposta di vita che si vuole offrire. Altrimenti il rischio è di non essere più significativi, presenti, attuali come testimoni, leggeri nelle nostre istituzioni per poter avvicinar e inoltrarci in quella evangelizzazione che ci “chiama alla periferia” come ci ha ricordato Papa Francesco.
Ecco allora che nella nostra Chiesa Diocesana tutti i consacrati son chiamati a riflettere sul loro futuro, sulle scelte da farsi, sulla promozione vocazionale e sulla necessità di rendere la vocazione alla V.C. ancora bella e attraente per i giovani, così che la nostra chiesa mantenga questa ricchezza di carismi. Non abbiate timore di proporre la vita Consacrata come scelta di vita.
Termino questa riflessione affidando tutti i nostri Consacrati e Consacrata alla Madre del Signore. Che sia lei, come ha fatto con Gesù, che vi presenti al Padre, che vi aiuti ad offrirvi, a consacrarvi ed essere consacrati al Signore per il bene della nostra Chiesa. Amen

+ p. Roberto, vescovo