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Omelia per San Sisinnio - Villacidro

Dom, 05/08/2018 - 11:30
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Villacidro, 5 Agosto 2018

Cari fratelli e sorelle, la liturgia ci riunisci qui stamane per fare memoria di un santo martire, Sisinnio, il cui ricordo, nonostante i tanti secoli passati dalla sua vicenda storica, dalla sua vita, è ancora vivo fra di noi, suscita venerazione e invocazione.

Di Sisinnio possiamo dire, oltre a le poche notizie storiche che tutti conosciamo, quello che si deve dire di ogni martire: il suo coraggio nel testimoniare la fede in Cristo Gesù, la sua determinazione, l’esempio che ha dato e ancora da alla Chiesa e a ciascuno di noi quando ci troviamo in situazioni di fatica nel cammino di fede. Vorrei prendere spunto da due elementi della vita di Sisinnio per chiedere a lui cosa dice a noi oggi, cristiani qui di Villacidro, di questo tempo storico sia ecclesiale che sociale.

In primo luogo, Sisinnio ci parla del Martirio. Come sappiamo, questa parola che ci viene dalla Grecia significa “testimone”. Il martire è un testimone. Sappiamo che nel nostro linguaggio comune “testimone” significa uno che riporta i fatti che ha visto, che ha sperimentato, che dice la verità. Sisinnio è dunque un “martire – testimone” perché ci dice la verità su Gesù, ce lo annuncia, ce lo presenta. E la sua testimonianza non è solo di parole, che pure sono importanti, ma è soprattutto con la vita che annuncia Cristo. Cioè ci dice: sono importanti tante cose per me, la vita fisica, la famiglia, il lavoro, il denaro onestamente guadagnato, il relax etc.. però sopra tutto questo ho messo il Signore che è quello che mi dona tutte queste cose.

Come stiamo a “martirio” oggi?

Sappiamo che in tante parti del mondo professarsi cristiani è molto pericoloso. Le persecuzioni non sono terminate al tempo della caduta dell’Impero, ma sono ancora presenti. In tanti posti chi è cristiano è emarginato, calpestato nei suoi diritti e ucciso. Dobbiamo anche dire che la comunità internazionale, l’opinione pubblica si è come abituata a tutto questo.  

Spesso si fanno campagne a favore della natura, degli animali) sono cose buone perché la natura è la nostra casa, gli animali fanno insieme a noi parte della creazione e della vita del pianeta, però ci dimostriamo freddi quando si tratta di persone. Per lo meno dovremmo metterci la stessa passione nel difendere le persone come difendiamo natura e animali….

Noi qui, anche se non viviamo “martirio cruento” però non siamo immuni da certo martirio.  Sappiamo che molti non condividono la fede e che la vogliono relegare a una cosa” da sacrestia”. Noi dobbiamo imparare a manifestare la nostra fede, certo con rispetto per gli altri che hanno altra fede o nessuna, ma con convinzione, con argomenti e soprattutto rendendola “attraente”. La fede cristiana deve attrarre per la sua bellezza, grandezza e profondità: siamo figli di Dio, siamo stati redenti da Gesù Figlio di Dio sulla Croce, siamo stati mandati a portare questo annuncio di salvezza.

Dobbiamo riconoscere che c’è

bisogno di purificarsi, di crescere e maturare

anche nella nostra chiesa, noi cristiani. Perché non possiamo dirci cristiani e poi avere atteggiamenti di chiusura, di violenza, di imposizione. Si deve vedere che il vangelo è entrato a far parte della nostra vita. 

L’altro aspetto che vorrei cogliere dalla vita di San Sisinnio fa parte di quell’aspetto tradizionale che era uno “specialista” nello scacciare il male, nell’allontanare le persone e le situazioni di male. Diciamo con chiarezza che, anche se non siamo superstiziosi o crediamo a ai tarocchi...  crediamo sì che il male esista. Purtroppo, ne facciamo esperienza quotidiana in noi e nella società. IL male e il maligno (dato che per noi è un essere personale come insegna la Chiesa) seminano zizzania: separazioni, violenza domestica, violenza civile, menzogna, calunnia, divisione etc... 

Ecco il male da quale vogliamo e chiediamo che san Sisinnio di protegga e che scacci. Prima di tutto da Villacidro, da ciascuno di noi, da questa comunità e poi da tutte le persone. Naturalmente sappiamo che il male non ha presa nel cuore dell’uomo (anche se possiamo essere tentati) se l’uomo non lo lascia entrare. È come un animale “accovacciato “alla porta, diranno i padri del deserto. Non lasciarlo entrare. Come si fa? Fidandoci di Dio, invocandolo, invocando i santi prima di Tutto la Madre di Dio, e poi i nostri santi protettori, e fra questi c’è san Sisinnio.

Proviamo a guadare la nostra vita personale e di relazione. Vi è qualche cosa che deve essere sanata? Guarita? C’è qualche cattiva erba che deve essere estirpata? Ecco allora: riconosciamolo con umiltà di fronte a Dio e chiediamo l’intercessione di San Sissioni: aiutaci e sostienici nella nostra lotta con il male. Amen 

+p. Roberto, Vescovo